VIAGGI SETTIMANALI NELLA BORGATA SARACCHI DI VIA GARIBALDI, DI ST. MARTINO ALFIERI

A Cochabamba in Bolivia, mia moglie veniva considerata la 'gringa', dai locali.
Gringo è il termine con cui i latini chiamano gli americani.
Insieme a lei ho trovato la seconda Bolivia a Borgata Saracchi.
I boliviani sono gente mansueta umile e contemplativa.
Discendenti dei Quechua antico popolo guerriero.
Poco valorizzati a motivo della loro partenza tardiva allo sfruttamento del territorio, dovuto alla loro indole calma.
Delusi per l'eccessivo sfruttamento dei loro ricchi beni del sottosuolo, sono perplessi e si consolano con l'abbondante produzione vegetativa della pianta di coca, masticandone le loro foglie per sfruttare le proprietà della pianta che estrae le energie dell'organismo dando forza a rilassamento immediato, a discapito dei denti che si rovinano e del cervello che si annebbia. Fogli di coca che sommati all'alcol a basso prezzo e di scarso valore col distillato di patate, influisce ulteriormente provocando nebbie cerebrali.
Seduti su una pietra in mezzo a tante altre, a 5.000 metri di altitudine sulle Ande boliviane, con sguardo vuoto verso l'orizzonte fantastico, che loro non vedono per la depressione perenne. Rimuginano con risentimento verso coloro che hanno sfruttare le loro risorse, mediante il progresso delle loro tecnologie, facendo un sacco di soldi, che avrebbero potuto fare loro se solo avessero iniziato prima la corsa verso la modernizzazione.
In questo stato di catalessi, sono pronti a servire il ricco straniero, che loro chiamano 'Gringo'. Questi coi loro primi arrivi nel paese, pavoneggiandosi con la lunga macchina dotata di luci di posizione a coda di rondine, e distribuendo caramelle alla frotta di bambini che li attorniano, li hanno ipnotizzati a rendersi servitori. Bambini che guardavano il Gringo con sguardo sognante, come se fosse arrivato il principe, ma sovente era solo apparenza per ottenere altre caramelle, ora sono cresciuti, e provano risentimenti nei loro confronti.
Questi Gringo si trovano bene in Bolivia, con poco si trovano nell'abbondanza e riveriti, subendo quell'atmosfera del 'mal d'Africa', simile al Medioevo quando, il principe a cavallo veniva omaggiato dalla folla plebea, durante il suo passaggio nella piazza del paese.
Anch'io ho trovato 'la mia Bolivia', non nel senso di essere il principe in mezzo alla plebe, ma ho trovato una borgata dove il rispetto, la riservatezza e l'affetto della gente semplice sono di casa, una borgata dove i vicini attribuiscono ancora un valore alla stretta di mano, un accordo superiore alla firma di un contratto scritto.
In questa borgata la gente vive ancora in pace, con generosità, sono ospitali e affabili, persone aperte al dialogo senza pregiudizi e pronta a condividere, sia in senso materiale che dialettico.
La mia Bolivia l'ho trovata in via Garibaldi, nella frazione Saracchi, di San Martino Alfieri.
Ma i mansueti erediteranno la terra e proveranno immensa gioia nell’abbondanza di pace. Salmo 37:11
Frazione dove mi trovo bene come se fossi il Gringo straniero della Bolivia.


La mia tranquilla Bolivia di via Garibaldi a St. Martino Alfieri.
Amen = Cosi-sia
Endiab
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